martedì 9 febbraio 2010

dicono di noi


Ulteriori conferme da parte di chi degusta per il nostro Prosecco Sur Lie 2008!

“Mi ha solleticata intanto l'idea di provare un vino che può "cangiare" da bicchiere a bicchiere per via del fatto che i lieviti presenti in bottiglia possono riversarsi nel calice in misura diversa. Cosi' qualche calice è più fruttato, in altri è maggiore la classica fragranza di pane.”

Qua la continuazione della degustazione di Alessandra Rossi.

sabato 6 febbraio 2010

dicono di noi

Fresca recensione da parte della commissione di TigullioVino sui nostri prodotti e visto l’impegno che ci mettiamo per produrli, la cosa ci gratifica enormemente.

“ Tre vini ideali del desco quotidiano. Un bianco ed un rosso di equilibrata struttura. Il Prosecco è un vino cosiddetto di una volta, ma fatto con passione e criterio. Decisamente torbido, ripaga in bocca per freschezza e sapidità tendente al minerale. L’invito a ribersi è assicurato.”

Questo è quello che hanno detto in poche parole, qua i 3 link per leggere le schede complete:

Prosecco Sur Lie Marca Trevigiana Igt 2008 punteggio 16/20

Campagne 29 Marca Trevigiana Igt Bianco punteggio 15/20

Merlot Marca Trevigiana Igt punteggio 15/20


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mercoledì 3 febbraio 2010


Pubblico con piacere una piccola recensione sul dvd ”Piave e Negrisia: paesaggi fluviali” , nato da un progetto che accorpa diverse persone e realtà quali il Comune di Ponte di Piave, la Provincia di Treviso e Roberto Pescarollo e tanti altri.
Il dvd raccoglie testimonianze, foto ed interviste di personaggi noti del paese: c’è una slideshow che riguarda Goffredo Parise e la sua Casa Museo, con un viaggio virtuale all’interno della dimora da lui abitata nell’ultimo suo periodo di vita; con anche foto della casa delle fate e di lui, nonché un contributo vocale dello stesso.
C’è poi una testimonianza verbale-visiva di Antonio Lorenzon detto “canagoea” intervistato nella sua “Piccola Venezia” la sua osteria-trattoria: molto toccante e vera.
Segue un contributo su Giuseppe “Bepi” Davanzo, il famoso architetto originario di Ponte di Piave che ha disegnato e progettato l’attuale struttura delle scuole elementari del mio paese ricevendo premi importanti. Oltre che anche scrittore di libri, uno su tutti “Albergo alla Stazione”.
C’è poi una parte che riguarda i luoghi del paese, fluviali e non con diverse foto dell’archivio di Aldo Cenedese, apprezzato fotografo che ha saputo “fermare con un click” i volti, i luoghi e le vicissitudini del mio paese.
Consiglio l’acquisto per ricordare la storia della nostra terra e portare avanti la nostra cultura

Qua il resto

domenica 31 gennaio 2010

dicono di noi

Con piacere copio questa recensione di Claudia, un’amica enologo come me che lavora alle cantine Intesa.
Donna di vino, diplomatasi al Cerletti come me, un po’ più grande di me, conosciuta in Vinix.
Ho avuto l’idea di spedirle dei campioni del vino 2008, rispettivamente il Prosecco, il Bianco Campagne 29 (alias Tocai) ed il Merlot, per sapere che ne pensava da collega a collega, se erano vini “fatti coi sacri crismi”, e soprattutto per capire se stavo e sto facendo il mio lavoro fatto bene.
Quello che sto cercando di costruire è una mappa di giudizi e pareri soggettivi ed oggettivi.
Il parere soggettivo è: mi piace, non mi piace; incontra il mio gusto, non incontra il mio gusto.
Il parere oggettivo è: è un vino sano, non lo è; è strutturato o meno; è completo o manca.
Questo perché ci tengo a fare le cose fatte bene, perché credo che se una cosa è fatta bene è anche più piacevole alla vista, al gusto e a tutti gli altri sensi, e fare questa ricerca mi porta a migliorare me stessa e i nostri prodotti.
Potrei usare le schede di degustazione, ma in questa fase di partenza (mia e dei nostri vini) mi interessa più capire se il prodotto incontra o meno il gusto di chi lo assaggia, sia esso professionista o semplice bevitore.
Forse vado controcorrente, ma sposo la citazione di Claudia che “il vino è fatto per essere bevuto in momenti conviviali, apprezzato nel consumo quotidiano”.
Ecco quindi un pezzo della sua recensione, la potete trovare interamente con i vari commenti qua su Vinix e qua su Facebook.



"In questi giorni di totale delirio apro il pc di casa e trovo la mail di Carolina Gatti che in questo ultimo anno ho scoperto con piacere avere un sentire enologico molto simile al mio, che mi chiede se mi poteva mandare qualche bottiglia di sua produzione, così per confrontarci, per scambiare pareri.
Ovviamente ho detto SI e qualche giorno dopo è arrivato il pacco con le bottiglie .
Avrei potuto fare la degustazione professionale, usare la scheda di valutazione degli enologi e dei sommelier che utilizzano nei concorsi enologici, oppure completare una ruota di descrittori .
Ma il vino è fatto per essere bevuto in momenti conviviali, apprezzato nel consumo quotidiano e così ho fatto.
L’occasione conviviale è arrivata domenica scorsa in un pranzo fra amici a casa mia: tortelli di patate come primo, lepre in salmi ed ossobuco come secondo, patate al forno e insalata russa come contorno, la compagnia di amici era delle migliori, di quelle che apprezzano il buon vino el il buon cibo.
Mi sono dimenticata di essere un enologo che vive e mangia dal mondo del vino, e sono diventata Claudia che ha ricevuto un regalo da un’amica e che non capisce nulla di descrittori e di temperature di degustazione.
Ho aperto il pacco con curiosità e sono rimasta piacevolmente colpita dalla semplicità delle etichette che ho riportato, immediate che vanno dritte al cuore, quei due gatti sono molto sornioni...
La prima bottiglia è il Prosecco IGT ‘sur lie’ prodotto della migliore tradizione trevigiana; Carolina nella scheda tecnica suggerisce la decantazione in caraffa visto che l’affinamento in bottiglia sui lieviti causa un leggero deposito ed intorbidamento.
È meglio bere un po’ di precipitazione proteica, tartrato di potassio e di calcio , oppure è meglio degustare una soluzione di gomma arabica, meta tartarico e carbossimetil cellulosa?.
Io personalmente non l’ho scaraffato e ce lo siamo goduto nella sua fragrante sapidità.
Il Tocai mi ha piacevolmente stupito: l’iniziale riduzione all’apertura ha lasciato ampio spazio ad una pienezza di corpo che non mi aspettavo di trovare, poca teconologia e tanto tanto territorio.
Ogni cantiniere, enologo, produttore ha le sue ‘ bestie nere’ enologiche, il vino ‘che avrebbe voluto fare’ ; la mia bestia nera è il Merlot che non sempre riesco a rendere equilibrato .
La bottiglia di Merlot (la terza che Carolina ha voluto omaggiarmi)l’ho bevuta tutta io con la lepre al salmi. Nel Merlot di Carolina ho trovato tutto quello che stavo cercando da questo vitigno: Frutto, freschezza e giusto corpo.
I vini di Carolina sono stati per me una gran bella emozione, gradevoli, con un approccio onesto, senza infingimenti.
Grazie Carolina di avermeli fatti conoscere"

sabato 30 gennaio 2010

Il podere di Daniele.

Oggi vi parlo di un amico, un amico scrittore, a cui avevo proposto di fare una specie di intervista sul suo primo libro. Tale amico in quanto speciale mi ha risposto così:

“Per quanto riguarda invece la recensione del mio libro mi piacerebbe fosse fatta da te, con il tuo stile duro e puro, crudo ed essenziale ma sincero... parla del mio libro come se dovessi descrivere un bicchiere di vino, stabilisci prima se è un vino nero oppure un vino bianco, definisci poi a quale qualità appartiene e poi descrivine sia i pregi che i difetti.
Sono sicuro che di te mi posso fidare... un abbraccio Daniele”.



Chi è Daniele? Prima di tutto un amico.

L’amicizia con Daniele risale alla sua “prima vita”, ovvero a quando era giovane, aitante, figo, bello e desiderato dalle donne, strafottente, e secondo me parecchio sicuro di se.
A quando entrava nell’osteria dove lavoravo chiedendo un havana cola, ma “con l’havana 7 mi raccomando”; o un prosecchino che “fosse quello del momento”.
D'altronde io avevo 18 anni e lui credo già 30 suonati ed una vita a “tutta birra” piena di morose, locali alla moda, un’azienda avviata e viaggi per il mondo
Il nostro rapporto è sempre stato un po’ d’amore e di odio, intesi come sentimenti contrastanti: della serie nessuno dei due era ben convinto dell’altro.
Poi un giorno è successo che Daniele ha iniziato la sua “seconda vita” di uomo paralizzato in seguito ad una lesione vertebrale, evento che ha sconvolto la sua vita e quella di chi gli ruotava attorno.
È proprio su queste due vite che si articola il suo primo libro “il mio podere” edito dal Gruppo Albatros Il Filo: Daniele alterna un capitolo della sua prima vita ad uno della seconda, raccontando le sue vicissitudini di uomo a cui è stata cambiata la vita in un attimo.

“…Esistono alcune circostanze nella vita delle persone il cui verificarsi può seriamente condizionare il prosieguo della loro stessa vita, modificandone in tutto o in parte gli orientamenti…Ognuno di noi, guardando al passato, troverà sicuramente un punto, o un episodio, che hanno definito una svolta, oltre alla quale qualcosa è cambiato rispetto al vissuto precedente”.
“…si tratta di un attimo…di una circostanza…l’essere in un certo posto in un determinato momento, e quasi sempre non si tratta di un momento fortunato…“.
Circostanze o attimi che possono salvarti la vita o sconvolgertela rendendola completamente nuova come il caffè sulla camicia che ti fa perdere 5 minuti per metterne una di nuova.
“Il mio podere” è un libro scarno, reale, un libro che racconta la vita di Daniele prima ragazzo, poi uomo di successo, poi uomo in una sedia a rotelle.
Racconta bene la vita di un paese come Ponte di Piave, la gente che lo abita, i luoghi di ritrovo, l’amicizia sincera.
Un libro che ho letto tutto d’un fiato, commuovendomi perché dopo l’incidente ero andata solo una volta a trovare Daniele, preoccupata per lui come tutti; una visita che mi aveva sconvolta perché ascoltando le parole che diceva, non le diceva il Daniele “di una volta”.
Solo dopo aver letto il libro ho avuto la forza di andare a trovarlo di nuovo, vedendo il Daniele di una volta maturo e nuovo. Un Daniele che non si è soffermato alla “disgrazia” o alla tragedia personale, ma che ha deciso di continuare a vivere.
Detto questo, se devo descrivere il libro di Daniele come se fosse un vino, direi che è un buon bicchiere di raboso invecchiato: potente, tannico e acido quel che basta, pieno di profumi maturi, rosso rubino. Un vino che col tempo può solo migliorare.
Vi invito a leggerlo, ma soprattutto vi invito ad andare a trovare Daniele: troverete una persona speciale che vi offrirà un buon bicchiere di prosecco del suo podere.
E a te Daniele posso solo dirti grazie, non solo per il libro, ma per la splendida persona che eri e che sei diventato.