sono collusa
a volte non serve poi molto... io però sono felice.
qui vi dico chi siamo
martedì 22 luglio 2014
martedì 1 luglio 2014
01 luglio
È il primo di luglio e le temperature sono freschette di sera, sui 30 gradi di giorno.
Ha piovuto scorsa settimana, quasi 40 mm, un toccasana visto che le viti ne avevano bisogno dal punto di vista “siccitoso”; un pò meno da quello delle malattie.
Sul fronte del vigneto diciamo che pian pianino ci stiamo salvando dall'impestamento (non troppo grave, ma sempre tale) di peronospora; oidio per il momento non se ne vede, cicalina e tignola nemmeno... speriamo bene!
I lavori grossi sono stati fatti, adesso di “grosso” c'è solo la parte dei trattamenti, il resto sono pulizie varie (siepi, fossi, vigneto, attorno casa, magazzini) e cantina.
Abbiamo anche preparato la legna per l'inverno.
Ho imbottigliato il Gat Ros, e tra poco porterò a casa l'imbottigliamento 2012 del Prosecco che sarà Vino frizzante. La nuova etichetta mi piace, è pressochè uguale all'altra però è abbastanza heavy, il vino mi piace tantissimo.... è venuto buono davvero un bel pò.
Per il resto sono già con il pensiero alla nuova vendemmia: tra macchine da controllare ed ingrassare, botti da preparare immacolate, cantina da riorganizzare e burocrazia varia il tempo passa veloce ed io dovrò pensare bene ad organizzarmi tutto luglio; pare di no ma le cose da fare sono moltissime.
Posso dire che sono felice,lo sono da un pò, e credo di meritarmela tutta questa felicità.
Brindo a me!
ps: la prossima volta vi racconterò del mio amore per la bellussera.
lunedì 23 giugno 2014
riflessioni varie
Sono giorni intensi, come ogni anno, ma
da qualche anno di più.
Guardo I miei vigneti e penso a come si sta bene senza respirare sostanze chimiche o derivati dal petrolio, perchè il mio sentire dice che va bene così, e guardo la peronospora che c'è e penso.
Da qualche anno, complice il tanto caldo afoso, la peronospora batte che è un piacere e noi giù a fare la guerra a suon di zolfo e rame, a volte solfato di rame puro per stoppare e resettare.
Le macchie ci sono, alcune le vedi proprio secche, altre se guardi la lamina inferiore hanno ancora qualche segno di sporulazione che presto seccherà.
Osservo e penso.
Penso ai miei vicini che trattano con sostanze di cui ignoro nome e principio attivo, ma che sento benissimo al naso: odore schifoso, insopportabile, di morte. Però nei loro vigneti nemmeno un accenno di peronospora.
Penso a chi fa bio e si avvale di prodotti di nuova generazione che non trovi nelle analisi del vino e che fan si che tu non abbia nulla: ne peronospora, ne oidio, ne cicalina, ne tignola.
Penso e mi ripeto che la strada che percorro è giusta, però forse sono un pò troppo etica nel non cercare l'escamotage.
Penso che poi l'escamotage non lo voglio, perchè ho deciso che nella vita voglio essere leale, a costo di lavorare il doppio.
Guardo I miei vigneti e penso a come si sta bene senza respirare sostanze chimiche o derivati dal petrolio, perchè il mio sentire dice che va bene così, e guardo la peronospora che c'è e penso.
Da qualche anno, complice il tanto caldo afoso, la peronospora batte che è un piacere e noi giù a fare la guerra a suon di zolfo e rame, a volte solfato di rame puro per stoppare e resettare.
Le macchie ci sono, alcune le vedi proprio secche, altre se guardi la lamina inferiore hanno ancora qualche segno di sporulazione che presto seccherà.
Osservo e penso.
Penso ai miei vicini che trattano con sostanze di cui ignoro nome e principio attivo, ma che sento benissimo al naso: odore schifoso, insopportabile, di morte. Però nei loro vigneti nemmeno un accenno di peronospora.
Penso a chi fa bio e si avvale di prodotti di nuova generazione che non trovi nelle analisi del vino e che fan si che tu non abbia nulla: ne peronospora, ne oidio, ne cicalina, ne tignola.
Penso e mi ripeto che la strada che percorro è giusta, però forse sono un pò troppo etica nel non cercare l'escamotage.
Penso che poi l'escamotage non lo voglio, perchè ho deciso che nella vita voglio essere leale, a costo di lavorare il doppio.
Il tutto di trasforma in scelte
abbastanza radicali anche in cantina.
Non produrrò più Prosecco Colfondo Doc, si trasformerà in un normalissimo Vino da Tavola Frizzante.
Il perchè è presto detto: dell'annata 2012 sono state certificate solo 2000 bottiglie sulle 10.000 totali. Stessa massa, stesso giorno dell'imbottigliamento, non chiedetemi perchè e su che base l'anno declassato, fatto sta che io mi sono stancata di combattere contro la commissione della camera di commercio per farmi dare sta benedetta doc. Quindi declasso io.
L'uva, il procedimento di trasformazione, la fermentazione, la rifermentazione e tutto saranno le stesse, cambia solo il nome... quindi non preoccupatevi che ci saranno bolle ancora per tutti, Bolle Bandite però!!
Non produrrò più Prosecco Colfondo Doc, si trasformerà in un normalissimo Vino da Tavola Frizzante.
Il perchè è presto detto: dell'annata 2012 sono state certificate solo 2000 bottiglie sulle 10.000 totali. Stessa massa, stesso giorno dell'imbottigliamento, non chiedetemi perchè e su che base l'anno declassato, fatto sta che io mi sono stancata di combattere contro la commissione della camera di commercio per farmi dare sta benedetta doc. Quindi declasso io.
L'uva, il procedimento di trasformazione, la fermentazione, la rifermentazione e tutto saranno le stesse, cambia solo il nome... quindi non preoccupatevi che ci saranno bolle ancora per tutti, Bolle Bandite però!!
Sulla stessa strada si incammina anche
il Raboso: al primo segno di ostilità diverrà anche lui un vino da
tavola e basta.
Tutto questo per me significa levarmi
un bel pò di burocrazia e attese inutili, certificazioni che danno e
non danno, patemi d'animo. Ovvero, forse, una vità un pelo più
rilassata.
mercoledì 14 maggio 2014
Vite di donne a Ferrara - pubblicità progresso
Un pò
di tempo fà mi è stato chiesto di partecipare ad un evento a
Ferrara. Ammetto che all'inizio sono stata titubante perchè per me
quest'estate è davvero strapiena di cose da fare, poi ho sentito
l'organizzatrice Arianna e ho deciso di partecipare.
Mi
interessava la parte culturale ed antropologica, il fatto che sia
incentrato tutto sul lavoro di donne vignaiole, il mescolare lavoro,
famiglia, affetti a questo mondo strano e bello che è il vino.
Poi mi
piace il fatto che sia stato pensato come un salotto in cui ci
confronteremo e racconteremo di noi, delle nostre gioie e fatiche,
delle soddisfazioni e perchè no, delle battaglie perse.
Ci sarà anche una mostra fotografica, con foto rigorosamente nostre, di lavoro e famiglia per far vedere chi siamo e cosa facciamo ed il legame che abbiamo con la nostra terra.
Ci sarà anche una mostra fotografica, con foto rigorosamente nostre, di lavoro e famiglia per far vedere chi siamo e cosa facciamo ed il legame che abbiamo con la nostra terra.
Non
mancherà anche una degustazione e poi una cena.
Oltre
a me parteciperanno:
Manaresi
Lusenti
Martilde
Tenuta Casteani
Le Casalte
Agricola I Fabbri
Villa Bellini
Cantine del Castello Conti
Grifalco
Agricole Pietraventosa
Marta Valpiani
Lusenti
Martilde
Tenuta Casteani
Le Casalte
Agricola I Fabbri
Villa Bellini
Cantine del Castello Conti
Grifalco
Agricole Pietraventosa
Marta Valpiani
Interverranno
inoltre:
Ci saranno anche le artiste del vino, ovvero :
la
piacentina Maurizia
Gentili che,
oltre a berlo, lo utilizza per produrre i suoi stupendi Vinarelli;
Cassandra
Wainhouse,
già produttrice di vino, è artista poliedrica, ideatrice fra
l'altro di sorprendenti etichette che stanno spopolando sulle
bottiglie di numerose aziende vinicole.
Ecco il programma:
Ecco il programma:
- ore
16.00 tavola rotonda
- ore 17,30/45, verranno aperti i banchi da degustazione.
- ore 20,30, la cena
Vi
aspetto se siete in zona e se vi va di venire all'Agriturismo Principessa Pio, Via delle vigne 38 a Ferrara, sennò vi racconterò
com'è andata.
mercoledì 23 aprile 2014
piccola recensione
Un giorno mi è arrivata una mail da Roger Sesto di Civiltà del Bere.
All'inizio l'ho letta e poi lasciata li,.
Si sa che non amo tutta una cerchia di persone denominate sommelier, giornalisti, gente delle guide. Non è che li odio, solo che tra loro ho avuto conoscenze a cui interessava più stroncare le aziende che farle crescere e a me questa cosa non è che piaccia molto. Non mi reputo una "contadina della domenica" perchè col mio lavoro mi mantengo, ci pago le bollette e a volte reputo che ci voglia una bella mano nella coscienza prima di criticare a priori.
Insomma non ero entusiasta di questa mail ed ho avuto uno scambio epistolare con Roger prima di decidere di dargli i campioni di Raboso.
Poi ho atteso che la rivista uscisse ed ecco il sunto.
GATTI: RABOSO, DURO COME IL PIAVE
Fu Gino Veronelli il primo a rimaner colpito dai vini di Lorenzo Gatti, affascinato in particolare dal Raboso 1999. «Fu questo», ci confida Carolina Gatti, «che mi spronò a renderlo sempre più estremo. In cantina impieghiamo preparazioni biodinamiche quali alghe e decotti, alternate a poco rame e, solo in caso di necessità, a un tocco di zolfo. Teniamo tralci corti e ben distribuiti nel cordone, con buon equilibrio tra vegetazione, legno vecchio e frutti. Non ho protocolli prefissati. Bassissima solforosa in pigiatura; lieviti autoctoni presenti sulla buccia e in cantina, nessun coadiuvante né stabilizzante enologico, solo pochissimo metabisolfito».
All'inizio l'ho letta e poi lasciata li,.
Si sa che non amo tutta una cerchia di persone denominate sommelier, giornalisti, gente delle guide. Non è che li odio, solo che tra loro ho avuto conoscenze a cui interessava più stroncare le aziende che farle crescere e a me questa cosa non è che piaccia molto. Non mi reputo una "contadina della domenica" perchè col mio lavoro mi mantengo, ci pago le bollette e a volte reputo che ci voglia una bella mano nella coscienza prima di criticare a priori.
Insomma non ero entusiasta di questa mail ed ho avuto uno scambio epistolare con Roger prima di decidere di dargli i campioni di Raboso.
Poi ho atteso che la rivista uscisse ed ecco il sunto.
GATTI: RABOSO, DURO COME IL PIAVE
Fu Gino Veronelli il primo a rimaner colpito dai vini di Lorenzo Gatti, affascinato in particolare dal Raboso 1999. «Fu questo», ci confida Carolina Gatti, «che mi spronò a renderlo sempre più estremo. In cantina impieghiamo preparazioni biodinamiche quali alghe e decotti, alternate a poco rame e, solo in caso di necessità, a un tocco di zolfo. Teniamo tralci corti e ben distribuiti nel cordone, con buon equilibrio tra vegetazione, legno vecchio e frutti. Non ho protocolli prefissati. Bassissima solforosa in pigiatura; lieviti autoctoni presenti sulla buccia e in cantina, nessun coadiuvante né stabilizzante enologico, solo pochissimo metabisolfito».
19 GATTI
Raboso, Marca Trevigiana Igt 2010 via Campagne, 29 31047 Ponte di Piave (Treviso) 347.08.20.094 cantinagatti@libero.it www.rabosando.blogspot.com
Uve: Raboso del Piave 100%
Esposizione delle vigne: sud
Descrizione: lavorazione tutta in cemento, affinamento sulle fecce incluso. Naso piccante di pepe, balsamico, ma reso meno elegante da note di cipria, olive e smalto. In bocca è curiosamente salato con tannini, non verdi, un po’ rustici
Titolo alcolometrico: 10,5% vol. Prima annata prodotta: 2007 Composizione del suolo: argilloso-misto, alluvionale
Vinificazione e affinamento: macerazione sulle bucce per 15 giorni con follature, svinatura della feccia grossa e affinamento sulla feccia fine fino ad imbottigliamento. 6 mesi in bottiglia Acidità totale: 9 g/l pH: 2,92 Estratto secco: 24 g/l Bottiglie prodotte: 4.000 Prezzo: 14 euro Voto: 78/100
Esposizione delle vigne: sud
Descrizione: lavorazione tutta in cemento, affinamento sulle fecce incluso. Naso piccante di pepe, balsamico, ma reso meno elegante da note di cipria, olive e smalto. In bocca è curiosamente salato con tannini, non verdi, un po’ rustici
Titolo alcolometrico: 10,5% vol. Prima annata prodotta: 2007 Composizione del suolo: argilloso-misto, alluvionale
Vinificazione e affinamento: macerazione sulle bucce per 15 giorni con follature, svinatura della feccia grossa e affinamento sulla feccia fine fino ad imbottigliamento. 6 mesi in bottiglia Acidità totale: 9 g/l pH: 2,92 Estratto secco: 24 g/l Bottiglie prodotte: 4.000 Prezzo: 14 euro Voto: 78/100
Che dire? Beh mi reputo soddisfatta, ma non del tutto, perchè si deve sempre migliorare. Diciamo che, per me che non sono da punteggi, aver preso un 78 è davvero una bella cosa ed essere messa nella lista con alcune delle persone che sono persone amiche del vino è altrettanto bello.
Quindi più Raboso per tutti!!
Quindi più Raboso per tutti!!
-oo-
small review
Some
time ago I received a mail from Roger Sesto from Civiltà
del Bere.
At
first I read it and left it there.
I am known for my prejudice towards all those people called sommeliers, journalists, people of the guides. It’s not that I hate them, it’s only that I got to know that some of them are more interested in cutting wineries short rather than making them grow and I am not happy about that. I don’t consider myself a ‘weekend peasant’ because I earn my living with my job, pay my bills and I believe that sometimes it’s a deal with the conscience when you try to be judgemental a priori.
So, I wasn’t very enthusiastic about the mail and I exchanged a few letters with Roger before I made my decision to send him my Raboso samples.
Then I waited for the magazine to be published and here is the summary.
GATTI: RABOSO, HARSH LIKE THE PIAVE
Gino Veronelli was the first to be deeply impressed by the wines of Lorenzo Gatti, particularly charmed by Raboso 1999. «This», says Carolina Gatti, «is what made me drive it to extremes. In our winery, we use biodynamic preparations of seaweeds and decoctions with small amounts of copper, and only if necessary, a touch of sulphur. We keep the shoots short and well spread on the tack, with a good balance of the vegetation, old wood and fruit. I don’t have fixed protocols. Non ho protocolli prefissati. Low sulphur dioxide in pressing; autochtonous yeasts present on the skins and in the cellar, with no adjuvant or enological stabilizers, only some metabisulphite».
I am known for my prejudice towards all those people called sommeliers, journalists, people of the guides. It’s not that I hate them, it’s only that I got to know that some of them are more interested in cutting wineries short rather than making them grow and I am not happy about that. I don’t consider myself a ‘weekend peasant’ because I earn my living with my job, pay my bills and I believe that sometimes it’s a deal with the conscience when you try to be judgemental a priori.
So, I wasn’t very enthusiastic about the mail and I exchanged a few letters with Roger before I made my decision to send him my Raboso samples.
Then I waited for the magazine to be published and here is the summary.
GATTI: RABOSO, HARSH LIKE THE PIAVE
Gino Veronelli was the first to be deeply impressed by the wines of Lorenzo Gatti, particularly charmed by Raboso 1999. «This», says Carolina Gatti, «is what made me drive it to extremes. In our winery, we use biodynamic preparations of seaweeds and decoctions with small amounts of copper, and only if necessary, a touch of sulphur. We keep the shoots short and well spread on the tack, with a good balance of the vegetation, old wood and fruit. I don’t have fixed protocols. Non ho protocolli prefissati. Low sulphur dioxide in pressing; autochtonous yeasts present on the skins and in the cellar, with no adjuvant or enological stabilizers, only some metabisulphite».
19
GATTI
Raboso,
Marca Trevigiana Igt 2010 via Campagne, 29 31047 Ponte di Piave
(Treviso) 347.08.20.094 cantinagatti@libero.it
www.rabosando.blogspot.com
Grape:
Raboso del Piave 100%
Vine exposition: south
Description: all treatment on cement, including aging on lees. Odour: spicy pepper, balsamic, but rendered less elegant with nuances of powder, olives and varnish. Taste: it is curiously salty due to tannins, not green, a little rustic
Alcoholic strength: 10,5% vol. First year of production: 2007 Soil compositions: clay-mixed, alluvial origin
Vinification and ageing: maceration on the skins for 15 days with foliage, racking off of thick lees and ageing on fine lees until bottling. 6 months in bottle. Total acidity: 9 g/l pH: 2,92 Dry extract: 24 g/l Produced bottles: 4.000 Piece: 14 euro Vote: 78/100
Vine exposition: south
Description: all treatment on cement, including aging on lees. Odour: spicy pepper, balsamic, but rendered less elegant with nuances of powder, olives and varnish. Taste: it is curiously salty due to tannins, not green, a little rustic
Alcoholic strength: 10,5% vol. First year of production: 2007 Soil compositions: clay-mixed, alluvial origin
Vinification and ageing: maceration on the skins for 15 days with foliage, racking off of thick lees and ageing on fine lees until bottling. 6 months in bottle. Total acidity: 9 g/l pH: 2,92 Dry extract: 24 g/l Produced bottles: 4.000 Piece: 14 euro Vote: 78/100
What
can I say? I
am satisfied, but not with everything, because we need to get better
all the time. Let’s say that to me, who thinks little about scores,
achieving 78 is really a nice thing and being in the list among
people who are really friends with wine is even nicer.
So, more Raboso for everyone!!
So, more Raboso for everyone!!
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