"Se hai in mente il prosecco, questo di Gatti può mettere in un angolo le tue convinzioni: traslucido e nebbioso, fumigante di alchemici toni metalliferi, tabaccosi e sottoprodotti della panificazione, assume nell’edizione venti-dieci una serietà sussiegosa, con un sorso nitido e convincente come non mai. Eppure felice, eppure gajo, ché non hai bisogno di mille ascolti come in passato, come per gli albi più impervi di rock destrutturato: ora sta in piedi con una sua dignitosa professione di fede.
Amaro e lineare, non privo di una sorta di finezza circonfusa di una forma primitiva di alterigia, il bicchiere di Prosecco rifermentato in bottiglia con i gatti neri è una delle forme più acchiappanti del genere.
Ne vorresti avere, in cantina, in tavola, nel bicchiere."
http://www.cucchiaio.it/attualita/appunti-divino-treviso-prosecco-2010-di-gatti/
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Franco Ziliani su Le mille bolle blog
"Paglierino verdognolo il colore, di grande brillantezza e traslucido, naso proprio come piace a me, molto salato, incisivo, petroso, intrigante nella sua essenzialità e precisione, impreziosito poi da note di cedro e fiori bianchi, ed una nitida nota aromatica, aperta e fragrante, tipica del vitigno. Quello che era (è?) il Prosecco e oggi chiamiamo Glera.
Bocca perfettamente coerente, di grande pulizia e nerbo, piena di sapore, con rande pulizia e nerbo, un’apprezzabile costruzione e soprattutto notevole dinamismo e scatto, con grande freschezza e sale e una notevolissima piacevolezza, una capacità di farsi bere (anche da un tiepido prosecchista come me) contagiosa.
Se Carolina, come dice, aveva in mente di “sdoganare il vino della casa” con questo suo Prosecco sur lie, ci è pienamente riuscita.
P.S.
Non ha le bollicine, non c’entra con il tema di questo blog, ma come posso scrivere dei Gatti senza raccontarvi, en passant, del loro ottimoRaboso Marca Trevigiana che esce dalla cantina intorno ai 6 euro? Non posso e quindi, beccatevi anche questa descrizione.
Grande intensità di colore, rubino violaceo fitto, ma non impenetrabile, mostra un caratteristico naso vinoso, selvatico, leggermente e piacevolmente “aggressivo” e vegetale il giusto. La bocca è ricca, piena, sugosa, ricca di nerbo, con quel tannino “incazzoso” del Raboso che si fa sentire e chiama cibo e si sposa magnificamente sui piatti più grassi (penso ad una bella salsiccia o luganega come vogliamo chiamarla o delle salamelle alla piastra o in umido con lenticchie o meglio ancora crauti o cavolo cappuccio, a delle costine).
Un vino senza tante balle che si fa bere: come dice qualcuno “il Raboso che non ti aspetti, che bevi e tasi”…
http://www.lemillebolleblog.it/2011/02/09/prosecco-di-treviso-doc-gatti-colfondo-anzi-sur-lie-ca-va-sans-dire%E2%80%A6/Non ha le bollicine, non c’entra con il tema di questo blog, ma come posso scrivere dei Gatti senza raccontarvi, en passant, del loro ottimoRaboso Marca Trevigiana che esce dalla cantina intorno ai 6 euro? Non posso e quindi, beccatevi anche questa descrizione.
Grande intensità di colore, rubino violaceo fitto, ma non impenetrabile, mostra un caratteristico naso vinoso, selvatico, leggermente e piacevolmente “aggressivo” e vegetale il giusto. La bocca è ricca, piena, sugosa, ricca di nerbo, con quel tannino “incazzoso” del Raboso che si fa sentire e chiama cibo e si sposa magnificamente sui piatti più grassi (penso ad una bella salsiccia o luganega come vogliamo chiamarla o delle salamelle alla piastra o in umido con lenticchie o meglio ancora crauti o cavolo cappuccio, a delle costine).
Un vino senza tante balle che si fa bere: come dice qualcuno “il Raboso che non ti aspetti, che bevi e tasi”…
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