venerdì 27 agosto 2010

in ferie succedono cose interessanti

Capita che, in una giornata di metà-fine agosto, mi sia presa 3 giorni di ferie intese come dolce far nulla, perché per il resto la mia vita è tutta fatta di ferie, ovvero momenti di relax debitamente infilati tra giornate lavorative intense.

Insomma sono finita nelle marche, più precisamente a Serra san Quirico dove un nostro amico ha una casa in montagna; luogo splendido, ricco di silenzio, di suoni, odori, colori che non mi appartengono e che trovo e ritrovo solo qua quando abbiamo la fortuna di venirci. Da qui a Montecarotto è praticamente un quarto d’ora… vuoi che non ci scappi una visita da Natalino? Detto, fatto.

Siamo capitati ieri dal buon Natalino Crognaletti, alias Fattoria San Lorenzo per deliziare il nostro palato di una degustazione dei suoi vini, e per salutare un viticoltore-contadino-enologo come me, oltre che un personaggio atipico (sempre come me medesima).

La Fattoria San Lorenzo è fatta di 31 ettari, molte oche, bella gente, vini strepitosi e perché no esperimenti sempre in corso nei “secchi” da 10 Hl che sono presenti in cantina al momento della vendemmia.

Parlare di Natalino e famiglia significa fermarsi ad ascoltare le parole che descrivono l’esperienza dei suoi vini, “vini che iniziano ad esser “buoni” quando sono finiti” dice Natalino… io vorrei che non finissero mai.

Siamo partiti con il Vigneto di Gino 2009, un verdicchio d’annata che in una sola parola definisco perfetto, di quelli che piacciono a me nella loro complessa semplicità; poi il Vigneto delle Oche 2008, verdicchio classico superiore sublime nella sua mineralità ed acidità. Il Vigna delle Oche riserva 2005 per noi non ha paragoni: assolutamente da provare per descriverlo.

Dei rossi menziono il Vigneto Paradiso, lacrima al 100%: io credo che non ci sia lacrima più buona di questa, se c’è fatemela assaggiare.

Il giorno dopo ci siamo distesi in quel della Distesa, dal buon Corrado Dottori che ha in primis un agriturismo davvero bello e ben curato, e poi dei vini che anche lui… dire buoni è poco.

L’abbiamo scovato in cantina e subito ci ha fatto vedere e spiegato i suoi vigneti: uno ha viti un po’ datate, l’altro viti di un anno.

Ho voluto assaggiare “sul campo” qualche acino e l’ho trovato dolce, ma di un dolce diverso da quello a cui siamo abituati, merito sicuramente delle sue pratiche in vigneto.

Poi ci ha portato nelle “segrete” della sua cantina, dove ci ha fatto assaggiare vini direttamente da vasca e da barriques: le riserve del verdicchio ed il suo rosso. Non c’è nulla da dire a parte che sono vini estremamente buoni e netti, fatti su vigna “viva” nel senso che si vede che è viva davvero e soprattutto appassionati.

Ho trovato il verdicchio molto interessante, molto vicino ai miei gusti di vino, con una mineralità tipica dei terreni argillosi; il rosso molto corposo e rotondo, ma più del gusto mi han colpito i colori ed i riflessi di questi suoi vini: vivi!

Che dire, sono molto felice di esser andata a trovare due persone che stimo molto e di aver assaggiato il frutto delle loro fatiche e delle loro idee. Grazie!!


ps: mi scuso ma per il momento non ci sono foto...

domenica 1 agosto 2010

Agosto ed i pensieri contadini.

È arrivato anche agosto, un mese che molti attendono per poter fare ferie, un mese che io trovo stancante proprio per l’idea delle ferie: milioni di persone imbottigliate per le partenze intelligenti, che sono quasi sempre deficienti perché deficiono sull’intelligenza.
Comunque sia stamattina abbiam spedito i genitori alla volta di Londra, che loro si han bisogno di ferie, mentre noi saremmo occupati a fare varie ed eventuali.
Così ci districheremo tra cose da fare di normale abitudine, l’orto e le primizie da raccogliere, gli animali dupedi e quadrupedi da s
eguire, carte che non mancano mai e varie ed eventuali.
Posso dire che come azienda la nostra è abbastanza sostenibile, non che io non lo sapessi, però me l’ha fatto notare Christian quando nel descrivere gli abitanti che popolano la nostra terra mi ha detto candidamente “è, c’avete tutto!”… effettivamente abbiamo tutto quello che serve o quasi: l’orto ci sfama sia d’estate che d’inverno molto allegramente; la carne non manca ed è varia tra vacche, polli, anatre, oche; il vino ci disseta e se volessimo potremmo piantare anche il grano per farci il pane (cosa che i miei nonni facevano fino agli anni 70 anche per altre famiglie visto che avevano un
forno grande che purtroppo non c’è più). Certo è un lavoro grosso seguire gli animali e andare ogni giorno nell’orto, che di solito fa la mamma che ha la passione di piantare o mettere a covare e poi vedere che cresce qualcosa; la parte delle vacche è invece del papà che si districa tra 1 vacca, 1 manza, e 2 vitelle piccoline.
A me non secca seguire tutte e due le cose, anche se devo dire che quando è l’ora di farli passare a miglior vita io non ci sono mai: mi da fastidio, fosse per me le bestie morirebbero con me, vecchie e
paciocche.
Queste poche righe per dire che sta settim
ana è la settimana delle ferie contadine, attendendo la vendemmia che è alle porte!!!

la foto è presa da farmville, il gioco di facebook che ti fa fare il contadino

mercoledì 21 luglio 2010

Report Piemonte-Toscana

Torno ad un mese di distanza, l’elaborazione delle cose-situazioni-momenti devo farla sempre con i miei tempi, però torno.
Dicevamo, un mese passato, un mese in cui il caldo è scoppiato con tutta la sua energia, in cui la vigna inizia ad ingrossare i piccoli acini che nel caso del Merlot si stanno pure colorando lentamente; un mese in cui le foglie nascono verdissime e si notano tanto sopra a quelle meno verdi e più vecchie.
Un mese che ha portato cose belle, tra cui il nostro primo ordine per l’Inghilterra, luogo che io amo e a cui sono legata per tante cose tra cui un ottima bottiglia bevuta in un’altrettanto ottima compagnia; e la nascita di un’amicizia che mi auguro possa durare per tanto tempo.

In questo mese ho avuto anche la possibilità di fare delle scampagnate nei we, andando a trovare amici produttori prima in Piemonte e poi in Toscana.
In Piemonte ho avuto l’occasione di passare dal buon Beppe Rinaldi che era un attimo “steso” causa incidente, e che ha lasciato l’onore alla figlia Marta di farci fare un giro turistico nella sua bella cantina. Tra una chiacchiera e l’altra abbiamo anche fatto uno scambio tra un Barolo 2006 ed un Prosecco 2008 sur lie (quanto mi piace scambiare le bottiglie!!!).
Poi da Barolo si è proseguito per Serralunga, dove abbiamo avuto la possibilità di condividere nozioni di cantina e vigneto con Augusto Cappellano, tra un assaggio di Barbera e uno di Barolo chinato. Augusto è proprio una bella persona, l’avevo già capito a Vini Veri, e l’ho confermato in questa visita. Anche con lui scambio, o meglio io 3 bottiglie lui 2, per il semplice fatto che lui ne avanzava una dalla fiera. Per la cronaca mentre scrivo mi ha già detto che si sono bevuti 2 bottiglie di Prosecco in 2…
Da Serralunga siamo stati ospiti di Mr. Bucci e Signora Princess,

ovvero colui che dispensa il nostro vino in tutta Italia e li c’è stato il tripudio: 13 vini aperti, tanta tanta carne e l’amicizia vera di una giornata più afosa che fresca. QUA il resoconto dettagliato fatto da Christian, perché rende benissimo la giornata passata.
Una nota sola: ho bevuto il nostro Raboso servito a 12° ed ho faticato a riconoscerlo perché invece della solita marasca, questo giro aveva una fragolina così accentuata che credevo fosse un francese….. e non ero ubriaca!!

Questo we invece siamo partiti per la Toscana, dopo una tappa in notturna a Firenze assieme ad un amico la domenica ci siamo ritrovati da Mattia e Cassandra al Caggio

per un mix esplosivo: Vernaccia Pool Party a base di Vernaccia Cocktail, produttori e distributori vari, un ristoratore e tanta bella gente. A servire i cocktail davvero insoliti e molto freschi c’era Andrea Balleri campione del mondo barman, che ci ha deliziato con idee e gusti buoni.
Mattia e Cassandra sono stati organizzatissimi e tutti noi presenti siamo stati in un clima rilassato e conviviale, un perfetto we organizzato veramente nei minimi particolari assieme all’amico Simone.
Naturalmente c'è stata la possibilità di assaggiare anche dei vini che tutti noi amici produttori avevamo portato, sapendo che ci sarebbe stata gente assetata come noi!!
Che dire ancora? Lascio spazio alle foto che ben sintetizzano la giornata, augurandomi di passarne altre in compagnia di bella gente!!



sabato 19 giugno 2010

granello di pepe


Torno, a fatica.
Come a fatica ultimamente provo a vivere di nuovo, perché tocca a me.
Questo mese è stato duro, molto duro. Ho perso una persona cara, un amico che era un fratello, colui con cui preparavo la vendemmia, con cui parlavo dei nostri vini dell’azienda, del se imbottigliarli o attendere, del “senti che buono che è questo…”. L’ho perso in un modo stupido, talmente stupido che sono rabbiosa; ma forse sono più rabbiosa per la velocità dell’accaduto, o forse perché non lo vedrò più o forse non so perché.
Deve ancora arrivare, ma credo che questa sarà una delle vendemmie più brutte in assoluto, brutta perché non avrò più il confronto con Enrico.
Mi pare quasi che la vigna vada avanti per inerzia come me: l’uva è allo stadio “grano di pepe”, c’è un po’ di peronospora, la botrite in qualche punto;d’altronde il tempo piovoso e il clima umidiccio sono una manna per loro e disperazione per noi. Tocca essere vigili, non comunali, ma nel senso di vigilare, osservare.
Abbiamo descalzato le viti di Raboso, quelle del Prosecco, il Tocai ed il Cabernet, poi le abbiamo passate con il badile attorno al colletto. Mi sono venute come ogni anno le vesciche da badile, però non me ne sono quasi accorta. Pensavo ad altro.
Questa settimana abbiamo anche cimato, forbice alla mano, passi lunghi e ben distesi e su e giù, su e giù per la vigna tra una spruzzata di acqua piovana e gli scarponi pieni di “paltan”, pantano-fango; ho sentito le gambe pesanti, mi sono pure “inortigada” ovvero punta con le ortiche per poi accorgermene sotto la doccia, quando davvero un po’ sentivo il bruciore.
Di sera fa freddo, la tv dice che il caldo è finito… spero non sia così, perché sennò non mi matura l’uva.
Sono anche andata al convegno sui Lieviti organizzato a Bologna da Vinnatur, dove mi sono trovata anche con Claudia ed Elisa che mi hanno scaldato un po’ il cuore, dove ci siamo confrontate tra fermentazioni, tubi da tirare, pied de cuve. Bello il convegno, molto intimo quasi, con dei relatori che erano dei miei ex compagni di classe: Federico , Andrea e Maurizio. Si è cercato il confronto tra fermentazioni spontanee, controllo della temperatura e non, pied de cuve, ossigeno si e ossigeno no. Certo è che urge il confronto con Angiolino, sia da persona a persona, sia come visioni di azienda da condurre per ottenere vino.
Nel mentre è passanto anche Henk in azienda, un signore olandese che ho conosciuto a Cerea. È stato accolto dai miei col loro italiano, lingua che lui capisce ma che parla poco poco, pare si siano capiti. Sono quasi contenta abbia trovato loro, l’anima genuina dell’azienda nel vero senso della parola, più che me che si so un po’ di inglese, ma davvero poco.
Poi abbiamo deciso per la bobina delle etichette per il Prosecco DOC 2009, che se tutto va bene etichettiamo nel giro di 15 gg (tipografia permettendo) e che poi riposerà un po’ prima di essere venduto. Anche perché c’è la terza partita dell’igt 2008 che è in fase di ultimazione della sosta prima della vendita.
Se tutto va come deve poi lunedì finalmente partirà il primo ordine per Caves… sono 15 giorni che giace li, pronto, forse stavolta ce la fa….
Naturalmente nel tempo morto io continuo ad etichettare Raboso, mi restano 720 bottiglie fronte-retro da fare a mano. Una volta etichettavo con gusto, da 15 giorni a sta parte no, perché poi la testa pensa e finisce che penso sempre a lui.
Ho scritto alla rinfusa, lo so, ma se non scrivevo così forse non scrivevo proprio… in questo momento è il modo migliore con cui riesco ad esprimere emozioni che non siano lacrime.
Spero che nel prossimo post ci siano cose felici da comunicare.

martedì 8 giugno 2010

scusate l'assenza

scusate l'assenza ma sono giorni umanamente duri, a cui si aggiunge il lavoro in vigna e cantina...
vorrei ogni giorno della mia vita così duro, di badile e sudore...pur di riaverlo con noi
baratterei ogni giorno col badile per cancellare quell'ora di domenica....
tornerò, lo prometto... ci vuole solo tempo, un pò di tempo